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1) Litfiba - Apapaia [2087]
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3) Il cuore cucito - Carole Martinez (mondadori 2009) [1931]
4) Nada - Luna in Piena [1928]
5) George Michael - I want your sex [1911]

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 Racconti: La prima candela

Softdi Salvino Sagone - Inedito 

... Con gesto d’usato sapere. Preciso e colto. Con fare plateale dell’uomo che s’ama e che sente nell’aria d’intorno il traguardo adiacente. Come fine e poi di principio di vita e pretesa di premio maturo e sentenza di impulso ...



La prima candela la spense qualcun altro. Non aveva ancora imparato a spegnere le candele e poi non capiva perché tutta quella gente urlasse intorno a lui.

La decima candela la spense insieme alle altre in un solo soffio, potente e deciso, come il respiro di un dio che spazza le foreste del mare e insieme a lui decine d’altri a soffiare e a urlare e a cantare e sbattere di mano una contro l’altra. Quanto mondo da conquistare. Questa terra rotonda amata come palla da prendere a calci e quanta gente che sorride e non ha ancora capito nulla.

La ventesima candela la spense con lei con delicato furore di giovane costretto in morbido abbraccio d’amore non genitoriale. Pronto ad accogliere nuove notizie di cambiamento prossimo a venire e a cercare, tra nascoste pieghe di vita, il senso del gesto che cambia la storia e la percorre in avanti perché ‘di fretta si va’ e tempo non rimane per sguardi all’andato oramai così lontano dall’essere già inafferrabile. Quanta ribelle invenzione in ogni vicenda di vita. Quanta gente perduta e lasciata lì a guardare.

La trentesima candela la spense con l’altra. Con gesto d’usato sapere. Preciso e colto. Con fare plateale dell’uomo che s’ama e che sente nell’aria d’intorno il traguardo adiacente. Come fine e poi di principio di vita e pretesa di premio maturo e sentenza di impulso. Corsa d'inizio al terminare che percorre il tratto mancante con respiro cadenzato all'intorno pulsare del gergo appena imparato e sorprende, con felice presagio, nel passare indenne tra stato di moto e quello, quasi, di quiete. Gente ingessata a interpretare ruoli affondati nel fango dell’invenzione.

La quarantesima candela la spense in grande compagnia d'amore d'appresso d’età confuse tra loro e guardate nel trascorso vicino. Come corda lanciata e tirata al regno dell’altro a salvare visioni di cielo e pensare di terra. Mano che sfiora a carezza la belva del buio nascosto nel cuore e rivela la forza del dire e del fare e suona, anche senza strumento, un inno all’andare. Un canto al sapere di avere la forza di aprire la porta del senso e l’amore ormai perso per la libertà. Parole di senno e giustizia e difesa del sonno d’azione costretta a muro a respingere inganno e sorpresa. Recinto di gente lontana stupita dal clamore della verità.

La cinquantesima candela la spensero insieme guardandosi a specchio negli occhi a leggere a confronto la vita d’un tempo. Pietre e quant’altro a costruire mondi di vita per fiori in attesa e fiumi di idee a modello ed esempio di culture nascenti. Abbraccio più stretto di nodo di vela e appoggio di lotta del giorno breve e della notte più lunga. Mani serrate a cingere il vivere del tutto e lottare, con bestiale passione, il risorgere del nulla. E poi l’urlo, a chiamata di azione, adotto a respiro di contrasto e slancio di rotta di guerra. Fervore ch’appassiona e ascende e accoglie nel cuore il soffio della vita del tempo e lancia la freccia che spazzerà il rancore. Chiamata, ancora, a ricerca di spazio d’intento e voglia d’infinita ricerca di lampo di luce oltre la nebbia dell’ultimo esitare nell’incolto campo del non sapere. Gente senza bagagli distesa sui bordi dell’essere in attesa dell’ultimo treno del vero.



L’ultima candela la spense qualcun altro. Non aveva più il ricordo d’averlo imparato e poi non capiva perché tutta quella gente tacesse intorno a lui.

Salvino Sagone




 
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Re: La prima candela (Voto: 1)
di dwqd1w21 il Venerdì, 25 marzo @ 15:48:53 CET
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