drsaxum Autore: drSaxum
Papilloma Virus dei genitali: accorgimenti "pre" e "post" vaccino
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Nei maschi i Condilomi colpiscono anche il glande ed il prepuzio...
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Nelle donne, l’infezione persistente da HPV è riconosciuta come la causa principale di cancro del collo dell'utero
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L’infezione da papillomavirus umano (HPV - Human Papilloma Virus) è responsabile dello sviluppo di carcinoma del collo dell’utero (CCU), insieme all’herpes simplex genitale.
La precocità dei rapporti sessuali, un elevato numero di partners sembrerebbero anch’essi associati ad un rischio più alto di CCU. È innegabile che l’estesa pratica del pap test, integrato da colposcopia e biopsia al benché minimo sospetto (displasia severa), abbia radicalmente modificato il trend di questo carcinoma, un tempo vero killer in quanto per lo più diagnosticato in fase invasiva.
Come in altri campi dell’oncologia, la relazione tra infezione e comparsa di carcinoma è un argomento dibattuto. La variabilità individuale è elevata tra gli HPV e gli individui. Questo giustifica perché delle donne infette solo una quota si ammala di carcinoma, e perché fra i tanti HPV solo alcuni sono sicuramente cancerogeni.
La commercializzazione (a pagamento) del vaccino contro l’HPV nella profilassi del carcinoma della cervice uterina, offre una nuova importante arma contro questo insidioso tumore maligno. Praticare la vaccinazione gratuita sulle ragazze di dodici anni (legge finanziaria 2008-vaccinazione non-obbligatoria), consentirà secondo le previsione di abbattere ulteriormente questo rischio.
Al fine di non creare aspettative sproporzionate dalla pratica vaccinale. Occorrono però delle precisazioni di non scarso interesse.
La vaccinazione non sostituisce le raccomandazioni di condotta sessuale prudente, della costante pratica del pap test, della diagnosi e terapia tempestiva delle infezioni sessuali, della denuncia di qualunque sintomo anomalo!!
Questo avvertimento vale soprattutto per chi volesse praticare la vaccinazione volontaria a proprie spese, e considerasse erroneamente il vaccino anti HPV una sorta di “scudo stellare” a difesa della propria cervice uterina!!
Non si dimentichi infatti che:
- lo sviluppo del carcinoma non dipende solo da virus;
- il vaccino protegge solo da 2 (Cervarix) o 4 (Gardasil) tipi di HPV (il 16 ed il 18 sono i più indiziati di carcinogenesi, ma di HPV ne esistono molti più tipi);
- non possiamo conoscere a tutt’oggi la durata della immunizzazione (ne sapremo di più tra almeno 6 anni);
- non sappiamo se e quando qualche altro virus HPV “si farà furbo” attraverso mutazioni che lo renderanno capace di indurre cancerogenesi. E soprattutto una donna che si vaccina non può sapere a priori se ha già in corso un processo di cancerogenesi inziato prima della vaccinazione…
Insomma. Ben venga il vaccino HPV. Peccato sia costoso. Peccato che per ora coinvolga solo 250.000 dodicenni per anno (perché non estorcere alle major del farmaco un prezzo più basso acquistando massicce dosi per fasce più ampie della popolazione femminile ?) .
Ma soprattutto, non abbassare la guardia con tutti i mezzi già a disposizione, che hanno fatto regredire in maniera impressionante l’impatto di questo devastante tumore.
In sintesi: non abbandonate la strada vecchia. Il vaccino è una risorsa ma non una panacea...
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