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 preVENIRE: L'orgasmo vaginale non esiste: filogenesi del punto G

sexFLASHnewsexology

«L'orgasmo vaginale non esiste: filogenesi del punto G»
di Newsexology

muscolatura...

Fotografato il punto G!
"Sensazionale" per i media, "discutibile" per la scienza"... "bufala" per il mondo".

Come è stato inventato del punto G?



Febbraio 2008, un sessuologo dichiara di aver fotografato il punto G e i media di tutto il mondo (in Italia: Maurizio Costanzo show, Porta a Porta, la rivista Focus, ecc.) hanno riportato la notizia senza verificarla. Lo strillo comune è rivolto a divulgare la fotografia del tanto ricercato e romanzato “punto G”.

Vediamo un po’ le false e fuorvianti notizie pubblicate nell’articolo originale che sicuramente non è stato controllato e letto dai redattori dalla rivista americana e dai produttori e redattori dei media italiani.

 

Nell’articolo “Measurement of the thickness of the urethrovaginal space in women with or without vaginal orgasm” di Jannini EA, Gravina GL, Brandetti F, Martini P, Carosa E, Di Stasi SM, Morano S, Lenzi A, pubblicato  dal Journal of Sexual Medicine  (2008; 5:610-18) non c’è nessuna fotografia del punto G: c’è solo una semplice ecografia!

 

ecografia_vagina_uretra


Ci sono inoltre molti errori scientifici…

Jannini nell’articolo “scientifico” riporta tre definizioni di punto G completamente sbagliate:
«Gräfenberg ha descritto una zona erogena localizzata nella parete anteriore della vagina e studi successivi hanno correlato il focus della sensibilità femminile con lo sfintere uretrale esterno. […]  tra lo spessore dello spazio uretrovaginale, o G-spot… […] complesso clitoride-uretrovaginale, anche conosciuto come G-spot»[1].

 Setto_vescicovaginale

 

Infatti il punto G descritto da Ladas, Whipple and Perry circa 30 anni fa, come tutti sanno, corrisponde alle ghiandole intrauretrali (o di Skene, chiamate oggi anche prostata femminile).

Jannini parla di “orgasmo vaginale”, ma poi scrive:

«Per orgasmo vaginale noi intendiamo l’orgasmo provato dopo diretta stimolazione della parete vaginale anteriore tramite la penetrazione »[2].

Tutti i sessuologi sanno che la vagina non è un organo che può provocare un orgasmo: allora perché usano ancora il termine “orgasmo vaginale”?

Inoltre nell’articolo di Jannini non c’è scritto in quale posizione del coito si avrebbe questa stimolazione diretta della parete vaginale anteriore con il pene. Hanno confrontato 9 donne che riferiscono un orgasmo “vaginale” al mese (ma con 9 rapporti vaginali al mese…!?) con 11 donne senza orgasmo “vaginale”: 1 orgasmo rispetto a 0 orgasmi al mese non è una differenza significativa che può portare a conclusioni scientifiche. Inoltre Jannini scrive:

 «[…] la presenza o assenza dell’orgasmo vaginale è un’altra forte limitazione dei nostri risultati” »[3].

Allora la risposta alla domanda “hai avuto un orgasmo vaginale?”, che valore scientifico ha?


Nell’articolo scrivono che hanno misurato lo spessore di uno “spazio” (non il punto G! Vedi la fotografia inserita nell’articolo, che, scandalosamente, non è la stessa che i media fanno vedere!) ma non dicono quali sarebbero le misure normali di questo “spazio”, e poi scrivono che non è possibile dimostrare direttamente che lo spessore di uno spazio anatomico può generare un meccanismo che causa un orgasmo e aggiunge che le sue sono speculazioni: non può dimostrare niente, ma dice ai media che il punto G esiste e che lui lo ha fotografato!

Jannini ha misurato lo spessore di uno “spazio”, ma non ha preso in considerazione che le dimensioni del setto uretrovaginale (è questo il termine corretto) variano nelle donne (5-12 mm), come anche il numero di fibre muscolari nelle parete uretrale e vaginale (è come misurare lo spessore di un braccio in chi si allena con i pesi e in persone che non si allenano). Tutti sappiamo che le “dimensioni” del corpo umano sono variabili nei diversi individui, eppure nell’articolo non c’è scritto se le donne campione facevano gli esercizi muscolari di Kegel (se “allenavano” la muscolatura uretrale, vaginale e perineale) o si masturbavano (i muscoli perineali si contraggono all’orgasmo).

muscolatura...

Jannini scrive che la parete vaginale anteriore è un organo attivo, ma questa affermazione non è supportata da nessuna evidenza anatomica e fisiologica: Jannini ha citato soltanto una “Current opinion” di 200 parole!

Inoltre, come tutti i sessuologi sanno, durante il rapporto vaginale è possibile stimolare il clitoride con le dita e questo può permettere l’orgasmo in tutte le donne sempre!

Jannini scrive che l’anatomia e fisiologia sessuale femminile è stata trascurata in passato, ma anche questa affermazione non è vera: l’anatomia dei genitali esterni femminili è sempre stata presente nei testi specialistici di Anatomia Umana (non è vero che l’anatomia del clitoride è stata scoperta dalla O’Connell, una urologa australiana, l’ennesima “opportunista”…, nel 1998: la prima descrizione dettagliata del clitoride è del 1561!) e la fisiologia sessuale femminile è stata divulgata scientificamente da Dickinson (scandalosamente non conosciuto dai sessuologi!) nel 1949 e poi da Masters e Johnson nel 1966!

Infine Jannini non usa una terminologia scientifica corretta: punto G, spazio uretrovaginale, bulbi del clitoride, complesso clitoride-uretrovaginale, glande periuretrale, non sono usati in Anatomia Umana. C’è da chiedersi: ma dove studiano l’anatomia e la fisiologia sessuale femminile i sessuologi?

 

Le affermazioni di Jannini sono state divulgate da tutti i mass-media, che come al solito non le hanno verificate, non solo senza leggere il suo articolo (dove gli errori scientifici sono molto evidenti anche per chi non è un sessuologo) ma senza neanche intervistare un qualsiasi professore di Anatomia Umana, e questo è grave!

Purtroppo non c’è una divulgazione corretta della sessualità femminile, i sessuologi dovrebbero divulgare certezze per tutte le donne non ipotesi: l’orgasmo vaginale e il punto-g non esistono, rapporto sessuale completo = orgasmo per entrambi i partner con o senza rapporto vaginale.

Con una corretta stimolazione sessuale, tutte le donne possono avere uno o più orgasmi, sia con la masturbazione che con un partner.

Durante il rapporto vaginale la stimolazione contemporanea con le dita può sempre determinare l’orgasmo in tutte le donne.

Si possono avere uno o più orgasmi in tutte le donne, con le dita in vagina (ed eventualmente nell’ano, come scriveva Gräfenberg) che si muovono circolarmente o avanti e indietro (senza cercare un punto preciso) e stimolando con le altre dita (o la lingua) il clitoride.

La “prima volta”, il primo rapporto vaginale dovrebbe essere con la donna in posizione sovrastante per la facilità di stimolazione contemporanea del clitoride, quindi i sessuologi devono spiegare ai ragazzi anche come stimolare il clitoride.

L’orgasmo è fisiologicamente presente in tutte le donne, sempre e a qualsiasi età!

 


Vaginal orgasm and G-spot don't exist:
from E.F.S. congress 2008

 


 

Fonte:
Fotografato il Punto G: una falsa notizia (una Bufala mondiale)


Note:


 

[1] «Gräfenberg described an erogenous zone located in the anterior vaginal wall and subsequent studies have correlated the focus of female sensitivity with the external urethral sphincter. […] between the thickness of urethrovaginal space, or G-spot... […] clitoris-urethrovaginal complex, also known as the G-spot».

[2] «By vaginal orgasm we mean the orgasm experienced after direct stimulation of the anterior vaginal wall by penetration».

[3] «The self-reported nature of presence or absence of vaginal orgasm is another strong limitation of our findings».

"



 
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