Dicono che il vino abbia la capacità di tirare fuori ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto chissà in quale angolo remoto della nostra mente...
Tutto ha inizio una domenica qualunque, io maschio affamato e perverso, lui maschio etero “convinto”, ci incontriamo per caso. Lui ha bevuto un po’, si avvicina mi abbraccia e mi poggia il suo pacco sulla gamba. La cosa finisce lì, ma in me scatta un campanello d’allarme. Pur non essendo amante della caccia, dentro di me era stato risvegliato l’istinto della caccia all’uomo… e, allora, così sia, la caccia abbia inizio. E ha inizio.
Lui spesso viene a casa mia, non sospetta minimamente le mie intenzioni: la paura di ricevere un rifiuto è tanta, ma il desiderio di farlo mio è superiore.
Venerdì piomba da me nel bel mezzo della notte col desiderio di guardare insieme dei film hard. Ci sediamo sul mio letto. Azzardo una carezza, lui allontana la mia mano... non ci sta! Passano i minuti e il desiderio cresce. Riprovo ad accarezzargli il collo, poi le spalle, con le mani scivolo piano fino a toccargli il torace, la pancia... lui mi prende la mano, mi blocca ma allo stesso tempo stringe le mie dita. Se ne va senza dire niente, lasciandomi nel dubbio. Il mio desiderio cresce, non so neppure se si rifarà vivo!
Sabato ripiomba a casa sempre dopo la mezzanotte, è ubriaco, si stende sul mio letto e cade in un sonno profondo. Decido di agire, inizio a spogliarlo, lui non reagisce, gli sfilo i pantaloni, poi i boxer e mi infilo dentro il letto con lui. Ha un corpo bellissimo, il mio desiderio aumenta ma il suo organo sessuale è inibito dall’alcol e non si sposta di un millimetro: io mi accontento di massaggiarlo dappertutto.
All’improvviso si sveglia, attendo una sua reazione, non so se positiva o negativa. Non mi guarda neppure, si veste in tutta fretta e si mette seduto sul mio letto. Il silenzio che invade la stanza è una frecciata al mio povero cuore, non so se riprovarci o arrendermi fino a quando lui non mi si avvicina. Con le mani riprovo ad esplorare il suo corpo, lui le allontana, io le rimetto sul suo pacco. Mi sembra quasi come se volessi convincere una vergine, ma la cosa sembra più complicata. Riazzardo, questa volta metto la mano direttamente dentro i pantaloni e glielo accarezzo: Lui non vuole, pare, ma lascia che la mia mano lavori. Glis bottono i pantaloni e avidamente glielo prendo i bocca… quei pochi secondi sembrano ore… proprio quando penso di essere riuscito ad aprire un varco, lui sposta la mia testa, si rimette i pantaloni e se ne va.
Domenica.
Questa volta arriva a casa all'una di notte, non ha bevuto, ho paura di riprendere da dove abbiamo interrotto la notte prima, ma sento che devo battere sul ferro finché è caldo... Ci provo subito andando a colpo sicuro con la mano sul suo pacco: è durissimo, lui non regisce, sbottono i pantaloni e glielo prendo in mano. Finalmente posso ammirarlo in tutto il suo vigore, due testicoli enormi e una mazza dura come il marmo. Mi avvicino per prenderglielo in bocca ma lui mi ferma, lo spingo giù nel letto con una mano mentre con l’altra inizio a masturbarlo e a succhiarglielo avidamente. Andiamo avanti cosi per circa un’ora. Non riesce a raggiungere l’orgasmo, si addormenta con il cazzo dentro la mia bocca. Mille pensieri invadono la mia mente, ho raggiunto una meta ma non l’obiettivo finale. Lui si sveglia, si riveste dei pantaloni e se ne va.
Ora inizia la parte più difficile: convincerlo a fare sesso con me. Non so se ci riuscirò, per ora mi rimangono i suoi silenzi da eterosessuale ormai poco convinto, e il mio desiderio aumenta a dismisura. La caccia non è finita, è solo rimandata a chissà quale di queste notti che verranno. Se verranno. Se verrà.
Misternox