intrigo Lady GaGa - Love Game
Come la religione può creare una sexy icona musicale
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«...a 18 anni sono andata via di casa. Per mantenermi lavoravo come cameriera e facevo la spogliarellista [...]salivo sul palco con indumenti di pelle nera e ballavo su pezzi dei Black Sabbath, Guns N’Roses e Faith No More».
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Immaginate una bionda platino, scendere (non salire) sul suo palco da una sfera di cristalli, immaginatela rivestita di latex, o (s)vestita, fate voi, con body sgambati. Questa, ma non solo, è Lady GaGa. Ai più farà venire in mente la nota canzone dei Queen, ma chi la conosce, chi l’ha vista esibirsi, ha ben altro in mente. Anche se lei stessa - all’anagrafe, Stefani Joanne Angelina Germanotta - il riferimento ai Queen, non solo nel nome, lo vuole sottolineare: si definisce un incrocio tra «Freddy Mercury, Boy George e John Lennon con parrucca e calze a rete nella discoteca Studio 54».
Il suo singolo “Just Dance” (2009) ha scalato le vette delle classifiche che più contano, in America, Inghilterra e Australia. E insieme all’altra hit, “Poker Face”, sta trainando le vendite del primo album, “The Fame” (2008) .

Aggiungete una nota di look trasformista e provocatorio e un passato da spogliarellista e il personaggio è servito. «Avrei potuto chiedere aiuto alla mia famiglia e, invece, a 18 anni sono andata via di casa. Per mantenermi lavoravo come cameriera e facevo la spogliarellista. I miei numeri erano molto rock’n’roll: salivo sul palco con indumenti di pelle nera e ballavo su pezzi dei Black Sabbath, Guns N’Roses e Faith No More ».

Ma la giovane ‘Stefania Giovanna’ è quel raro esempio di binomio in cui tette fa coppia con sudore. All’età di quattro anni inizia a studiare pianoforte, presso la scuola cattolica Convent of the Sacred Heart School di New York. A tredici è pronta per la sua prima ballata per pianoforte. A diciassette si conferma piccolo fenomeno e ottiene l’ammissione anticipata (solo venti persone al mondo ci sono riuscite) alla Tisch School of the Arts presso la New York University, dove studia musica.
Insomma la ragazza è tosta, ha carattere e una grande predisposizione per la melodia e la musica cantautorale. Impossibile che qualche discografico non la noti. Cosi ottiene il primo contratto, come cantautrice. Compone, tra i vari artisti, per Britney Spears e le Pussicats Dolls. E studia. Si interessa non soltanto alla musica dance. Ascolta il pop melodico e il rock, il glam rock. Due nomi fra tutti: David Bowie e Queen. E qui capisce che poteva unire i due generi: «sono sempre stata un'amante della musica e dello showbusiness. Amo moltissimo la musica pop, rock e andare ai concerti ma anche a teatro. Quando ho scoperto la musica dei Queen e di David Bowie ho capito che potevo metter assieme il pop e il rock da abbinare anche alla dance, per le mie canzoni».
Come si diceva prima, unisce una base ‘colta’, un background formatosi all’interno della cultura cattolica, a una spiccata vena provocatoria e trasformista.

Un mix che la porterà a imporsi ovunque. Diventa un’icona del mondo gay. Il tam tam accresce la sua immediata popolarità, consentendole di rubare la scena ad altre icone ‘più navigate’ di lei. Christina Aguilera, evidentemente irritata per le voci secondo le quali il suo look si ispirasse a quello della pepata biondina, ha detto di lei: «Non so nemmeno se sia un uomo o una donna».
La risposta di Lady GaGa è di chi non si lascia sopraffare: «non sono offesa. Mi ispiro all’androginia di David Bowie e Grace Jones».
La cantante italoamericana dichiara senza peli sulla lingua la sua bisessualità. L’eco degli studi cattolici è ormai lontano, anche se l’origine del ‘peccato’ è da ricercarsi proprio in quel periodo in cui: «ho soppresso la mia parte più oltraggiosa e trasgressiva per molto tempo. Fino a quando non ho realizzato che la mia vera passione era la musica, sia come arte che come esibizione».
Ora, quanto ci sia di costruito e faccia parte del personaggio non è dato saperlo. Di vero c’è che la ragazza ci sa fare. E se a limite un po’ ci è, sicuramente ci fa. E tanto. Ogni sua uscita è condita da dichiarazioni provocanti o da estetismi stravaganti: uno per tutti il vestito fatto di bolle trasparenti. La critica l’ha definita la ‘nuova Madonna’. Ma in comune, a parte la presenza scenica, l’origine italica e la (soprattutto iniziale) arte della provocazione, con la signora Ciccone, non sembra poi avere altro. Troppo presto per dirlo. Per ora godiamocela nei suoi tormentoni, in attesa di vederla di nuovo in quei show burlesque che realizzava prima dell’album. A darle retta «...quei giorni torneranno presto».

Buon tormentone a tutti. O buona visione. De gustibus…
FONTI:
Corriere della Sera e web
video Lady Gaga - LoveGame

di Intrigo
24 maggio 2009
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